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Roma Festival Barocco: musica ucraina e temi sacri animano la Capitale fino al 22 dicembre

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Il Roma Festival Barocco raggiunge la XVIII edizione, prolungandosi fino al 22 dicembre 2025 con concerti che intrecciano tradizione italiana e collaborazioni ucraine. La rassegna, ospitata nei luoghi simbolo della Roma barocca, unisce spiritualità controriformista e impegno civile attraverso la musica antica. Artisti internazionali eseguono programmi rari, dal Monastero di Trinità dei Monti alla Chiesa di Sant’Agnese in Agone.

La manifestazione apre idealmente il 14 novembre a Kiev con una Messa natalizia di Alessandro Scarlatti, unendo voci ucraine e strumentisti italiani. Questo gemellaggio con il Festival di Musica Barocca ucraino, sostenuto dall’Ambasciata italiana, simboleggia pace e universalismo cristiano. La chiusura romana riprende lo stesso repertorio con l’Ensemble Festina Lente, registrato da RAI Cultura.

Domenica 30 novembre, al Monastero di Trinità dei Monti, l’Ensemble Odhecaton dirige Paolo da Col nella Missa ‘Alla Palestrina’ di Scarlatti. Il Refettorio dei Minimi accoglie mottetti di Palestrina e Gesualdo con i Gesualdo Six martedì 2 dicembre. Questi concerti, a ingresso 15 euro, evocano la polifonia rinascimentale in acustica perfetta.

Giovedì 4 dicembre, I Bassifondi Ensemble esplora il barocco strumentale, seguito sabato 6 da Vincenzo Capezzuto e Soqquadro Italiano in ‘Who’s afraid of Baroque?’. Lunedì 8, Ulrika Davidsson suona clavicordo da Bach a Haydn, mentre martedì 9 Hans Davidsson all’organo di Santa Maria dell’Anima medita ‘Dall’oscurità alla luce’. Programmi tematici legano musica e spiritualità.

Venerdì 12 dicembre, Jordi Savall presenta ‘La Follia’ alla Camera dei Deputati, viaggio dal Vecchio al Nuovo Mondo con viola da gamba. Sabato 13, Kohei Takeoka al clavicembalo celebra l’eredità frescobaldiana con Froberger e Scarlatti. Martedì 16, Anna Reinhold e Giangiacomo Pinardi evocano ‘La musica ai tempi del Caravaggio’.

Giovedì 18 dicembre anticipa il finale con dialoghi tra corde e tasti. Il 22 dicembre, nella suggestiva Piazza Navona, l’Ensemble Festina Lente chiude con la Messa scarlattiana ucraino-italiana. Location barocche amplificano l’intimità, coniugando fede e arte civile.

Il festival integra aspetti religiosi con impegno sociale, riflettendo la Controriforma universalistica. Collaborazioni con Kiev promuovono dialogo euro-ucraino in tempo di crisi. Ambasciata e Istituto Italiano di Cultura sostengono questo ponte musicale tra Roma e l’Est.

Artisti di calibro mondiale, da Savall a Odhecaton, eseguono rarità filologiche su strumenti d’epoca. Clavicordi, liuti e organi storici restituiscono sonorità autentiche. Musicologia si unisce a performance, con presentazioni di volumi come quello di Luca Della Libera il 30 novembre.

Roma barocca rivive nei suoi spazi sacri: Trinità dei Monti, Santa Maria dell’Anima, San Salvatore alle Coppelle. Chiese e palazzi nobiliari ospitano cicli tematici su Frescobaldi, Bach e Scarlatti. L’atmosfera natalizia esalta mottetti e vespri seicenteschi.

Eventi gratuiti come il 9 dicembre bilanciano biglietti a 15 euro, democratizzando l’accesso. Preaperture a San Melchiade e San Giuliano anticipano il calendario principale. Fuori dal centro, concerti folkloristici arricchiscono il tessuto urbano.

Il Roma Festival Barocco si afferma come laboratorio di pace attraverso la musica. Riscoperte come il Vespro di Virgilio Mazzocchi dialogano con contemporanei. Pubblico internazionale apprezza la cura filologica e l’impatto emotivo.

Prospettive future puntano a edizioni espanse, integrando video e installazioni. Turismo culturale beneficia di pacchetti festivalieri. Roma consolida il primato barocco mondiale grazie a iniziative come questa.

Confindustria e istituzioni locali promuovono il circuito come volano economico. Artribune guida i festival dicembrini, collocando l’evento tra eccellenze italiane. Natali romani vibrano di polifonia e viola da gamba.

In conclusione, il festival unisce sacro e civile in un viaggio sonoro unico. Collaborazioni ucraine rafforzano il messaggio universalistico. Roma barocca incanta fino al 22 dicembre con maestri intramontabili.

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