L’Italia chiude il 2025 senza recessione tecnica, con le Borse che registrano record storici, spread BTP-Bund in discesa e un PIL che cresce dello 0,7%, superando le attese più ottimiste. Questa performance “miracolosa” consolida la ripresa post-pandemica, trainata da turismo, export e politiche espansive del governo Meloni. I dati macroeconomici positivi rafforzano la fiducia degli investitori e aprono prospettive rosee per il 2026.
Il FTSE MIB tocca massimi pluriennali, salendo del 18% grazie al rally di banche come Intesa Sanpaolo e UniCredit (+25%), utilities e titoli energetici. Milano si afferma tra i listini europei più performanti, attirando 25 miliardi di investimenti esteri da fondi sovrani e istituzionali. Questa euforia riflette la stabilità politica e la gestione prudente del debito pubblico.
Lo spread BTP-Bund si contrae a 110 punti base, minimo da tre anni, con rendimenti decennali all’1,9%. La BCE accomodante e le riforme fiscali italiane riducono oneri finanziari per 8 miliardi annui, favorendo mutui familiari e investimenti produttivi. L’Italia supera persino la Francia negli spread, premiata dai mercati per conti pubblici credibili.
Il PIL allo 0,7% supera la media eurozona, sostenuto da consumi interni (+0,9%) e export (+2,1%), nonostante shock energetici residui. Il quarto trimestre accelera con natalizie e turismo invernale, che genera 280 miliardi (14% PIL). Edilizia e PNRR erogan 45 miliardi, creando occupazione qualificata.
Il governo merita riconoscimento per deficit al 4,2% del PIL, in linea con Bruxelles, e debito/PIL sceso al 138%. Riforme IRPEF ridotta al 23% per redditi medi e flat tax autonomi stimolano domanda interna. Privatizzazioni e lotta evasione coprono extra-Manovra 2026 da 3,5 miliardi per Transizione 5.0.
Settore bancario domina Borsa: Generali e Enel seguono con dividendi record e green deal. Manifattura resiste +1,2%, meccanica lombardo-veneta esporta 150 miliardi. Automotive ibrido compensa cali Cina, PMI innovano con Industria 4.0.
Turismo attira 65 milioni stranieri, Roma-Firenze al 98% capacità. Occupazione netta +320.000, tasso disoccupazione 6,8%, record contratti stabili 65%. Sud e donne guadagnano da decontribuzioni, formazione digitale riduce mismatch.
Inflazione core 1,4% preserva potere d’acquisto, salari reali +0,5%. Famiglie accumulano 1.200 miliardi depositi, favorendo consumi durevoli. Proiezioni 2026: PIL 1,1%, tassi BCE 1,5%, Milano-Cortina mobilita 15 miliardi.
Analisti Piazza Affari prevedono FTSE MIB 32.000 punti, tech-rinnovabili leader con Eni-Stellantis. Spread basso isola da turbolenze greche, green bond 20 miliardi sottoscritti ESG. Imprese familiari digitalizzano 40 miliardi via crediti imposta.
Confindustria rivede crescita 0,9%, post-Congiuntura Flash export -1,2% ma PNRR +4,2% investimenti. ETS UE agevola 5.500 enti locali, ZES Sud convergono PIL. Economia mista ma resiliente.
Nord-Ovest guida consumi +1,8%, Lombardia-Piemonte 35% PIL nazionale. Mezzogiorno occupazione +3,2%, Campania-Sicilia agro-infrastrutture. Riforme strutturali accelerano, Italia scala Doing Business +5 posizioni.
BTP spread sotto Francia (3,49%) conferma premium sovereign UE. Credito imprese 3,52% alto frena PMI, ma prestiti riprendono. Mercati premiano solidità Meloni contro Francia instabile.
Prospettive ottimiste: reshoring +15%, e-commerce 80 miliardi. Natali agiati chiudono ciclo virtuoso, fiducia consumatori massimi 2019. Italia tra economie UE dinamiche.
In conclusione, 2025 evita recessione con record borsistici e spread minimo. PIL 0,7% premia riforme, lancia 2026 espansivo. Economia tricolore avanza unita.