HomeFinanzaConfindustria avverte: export e industria in calo, PNRR sostiene gli investimenti

Confindustria avverte: export e industria in calo, PNRR sostiene gli investimenti

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Confindustria pubblica la Congiuntura Flash di dicembre 2025, segnalando un rallentamento con export e produzione industriale in discesa, consumi deboli ma investimenti trainati dal PNRR. I dati del 21 dicembre rivelano una fase di congiuntura mista, dove segnali negativi convivono con impulsi positivi strutturali. Questa fotografia premia la resilienza delle imprese, nonostante venti contrari globali.

La produzione industriale cala dello 0,8% rispetto a novembre, colpito da ordini esteri ridotti. Settori come meccanica e automotive soffrono la domanda cinese debole e tensioni USA-Cina. Tuttavia, l’indice PMI resta sopra quota 48, evitando la contrazione tecnica.

Gli export italiani perdono l’1,2% annuo, con Germania e Francia in rallentamento. Meccanica di precisione ed elettrodomestici guidano il calo, mentre agroalimentare e moda resistono grazie a brand premium. Il saldo commerciale si contrae di 2 miliardi, ma resta positivo per 50 miliardi.

I consumi interni mostrano debolezza, con vendite al dettaglio -0,5% e elettricità industriale -1,1%. Famiglie comprimono spese non essenziali per incertezza inflattiva residua. Tuttavia, il credito al consumo cresce del 2%, sostenuto da tassi BCE stabili.

Gli investimenti brillano grazie al PNRR, con +4,2% nei cantieri green e digitali. Imprese captano 12 miliardi di fondi UE per rinnovabili e industria 4.0. Questo flusso contrasta il ciclo negativo, creando 80.000 posti qualificati.

Il Nord-Est industriale accusa il colpo maggiore, con Veneto ed Emilia in flessione 1,5%. Lombardia bilancia con servizi avanzati, mentre Sud beneficia di opere pubbliche PNRR. Disparità territoriali emergono, ma convergenza accelera.

Inflazione PPI scende all’1,2%, alleviando margini imprese. Costi energetici stabilizzati dal gasdotto TAP favoriscono competitività. BCE mantiene tassi all’1,75%, iniezione liquidità per 30 miliardi mensili.

Confindustria rivede PIL 2025 allo 0,9%, da precedente 1,2%, per shock esterni. Prospettive 2026 prevedono rimbalzo all’1,3%, con export USA in ripresa. Riforme fiscali e IRPEF ridotta stimolano domanda interna.

Il manifatturiero veneto ed emiliano innova per mercati emergenti. Robotica e AI assorbono cali export tradizionali. PMI familiari investono 15 miliardi propri, integrando fondi pubblici.

Consumi elettrici deboli segnalano cautela produttiva, ma rinnovabili coprono il 45% fabbisogno. Eolico offshore e solare trainano transizione, creando filiera da 20 miliardi. Green deal UE eroga incentivi aggiuntivi.

Occupazione stabile a 23,5 milioni, con contratti indeterminati +1,8%. Formazione duale tedesca riduce mismatch skills. Giovani under 30 entrano in meccatronica e logistica 4.0.

Governo Meloni accelera erogazione PNRR, con 70% risorse spese entro 2025. Ponti e ferrovie Sud generano moltiplicatore 1,8 sul PIL. Infrastructure bond attirano 10 miliardi privati.

Analisti Confindustria notano ciclo simile al 2019 pre-pandemia. Debolezza temporanea, ma fondamenta solide. Borsa apprezza, FTSE MIB +0,5% post-report.

Prossimi trimestri dipendono da negoziati USA-Cina e prezzo gas. Imprese puntano su reshoring, riducendo dipendenza asiatica del 15%. Made in Italy rafforza premium positioning.

Il report invita a politiche pro-impresa: flat tax 15% autonomi e credito imposta R&S al 50%. Confindustria dialoga con esecutivo per Next Generation EU 2.0. Imprese italiane guardano al 2026 con fiducia cauta.

In sintesi, la Congiuntura Flash fotografa transizione challenging ma gestibile. PNRR funge stabilizzatore, export si riprenderà con ciclo globale. L’Italia industriale resiste e innova.

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